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Girolamo Gaglioffi

Girolamo Gaglioffi

Condottiero italiano
Girolamo Gaglioffi
The basics

Quick Facts

Intro Condottiero italiano
Was Military leader
From France Italy
Type Military
Gender male
Birth 1470, L’Aquila, Italy
Death France, France
The details

Biography

Girolamo Gaglioffi
Predecessore Ludovico Franchi
Successore Ludovico Franchi
Trattamento Conte
Nascita L'Aquila, 1470 circa
Morte Francia, XVI secolo
Dinastia Gaglioffi
Padre Filippangelo Gaglioffi
Madre Isabella Porcinari
Religione Cattolicesimo

Girolamo Gaglioffi (L'Aquila, 1470 circa – Francia, XVI secolo) è stato un condottiero e nobile italiano, ultimo erede della famiglia Gaglioffi e capitano di città all'Aquila per due occasioni, tra il 1495 e il 1496 e tra il 1501 e il 1503.

Biografia

Girolamo Gaglioffi nacque all'Aquila intorno al 1470 da Filippangelo Gaglioffi e Isabella Porcinari.

Ancora giovanissimo, fu costretto all'esilio in seguito al tentativo di secessione dal Regno di Napoli ordito nel 1485 dagli zii Giovanbattista e Vespasiano e smantellato l'anno seguente; Girolamo seguì il principe di Salerno Antonello Sanseverino alla corte di Francia, facendo pressioni su re Carlo VIII per favorire una spedizione in Italia meridionale. Il 4 febbraio 1495 le truppe francesi fecero il loro ingresso all'Aquila e instaurarono un loro uomo, Claude de Lenoncourt, a governatore della città; il 25 marzo, quest'ultimo nominò Girolamo a nuovo capitano di città.

Il Gaglioffi si impegnò a sistemare le finanze cittadine trattando con la Repubblica di Venezia il pagamento di alcune spese militari e ottenendo da Carlo VIII il diritto di battere moneta, un privilegio condiviso nel regno con la sola capitale, Napoli. Nel 1496 seguì l'esercito francese in Puglia e, in sua assenza, i diplomatici del regno trovarono un accordo con le fazioni cittadine per restituire il potere agli aragonesi.

Costretto nuovamente all'esilio, il Gaglioffi si nascose dapprima nel circondario abruzzese — da dove tentò di riconquistare segretamente la città con l'appoggio del capitano Ludovico Franchi che, tuttavia, si tirò indietro — quindi a Venezia, dove aveva la possibilità di interloquire con l'ambasciatore francese e seguire le trattative franco-spagnole.

Nel 1500 il trattato segreto di Granada decretò la spartizione del regno tra le due potenze, con l'Abruzzo che finì in mano francese. Il Gaglioffi tentò quindi di rientrare in città ma non vi riuscì fino all'8 agosto 1501, quando Ludovico Franchi fu costretto alla fuga; ottenuto il potere, scatenò una violenta repressione contro le fazioni filoaragonesi della città, quindi scese a Napoli dove gli vennero riconosciuti i titoli di conte di Montorio e Popoli, abitualmente concessi al signore di città. Forte del suo potere politico, il Gaglioffi portò avanti alcune rivendicazioni territoriali espandendo il territorio del Comitatus al suo massimo storico, annettendo i territori di Castel del Monte, Ofena, Montorio al Vomano e Amatrice.

Nel 1503, con il riaccendersi delle ostilità tra le fazioni, spaventato dalla sconfitta delle truppe francesi nella battaglia di Cerignola, il Gaglioffi consentì una nuova repressione che portò all'uccisione di 16 persone il 4 maggio; più che una guerra tra fazioni politiche, fu in realtà un sanguinoso regolamento di conti tra le famiglie dei due quarti più popolosi della città: il quarto di San Pietro, la fazione gaglioffina, a vocazione mercantile e tendenzialmente filofrancese, e il quarto di Santa Maria, denso di ricchi proprietari terrieri e ritenuto filoaragonese. Con la progressiva ritirata dei francesi, il Gaglioffi tentò di assoldare truppe mercenarie per difendere L'Aquila, chiedendo anche aiuto alla Repubblica di Firenze, finché il 10 luglio si arrese alla riconquista della città da parte di Fabrizio Colonna e Ludovico Franchi, ripiegando prima a Cittaducale per poi scendere in Terra di Lavoro per combattere con i transalpini la battaglia di Garigliano.

Alla definitiva sconfitta, tornò in Francia dove morì poco dopo. Non avendo lasciato eredi maschi, e stante anche l'uccisione degli altri membri della famiglia durante la congiura dei baroni, la famiglia Gaglioffi si estinse con lui.

Bibliografia

  • Alessandro Clementi e Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986.
  • Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, vol. 3, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1875.
  • Silvia Mantini, L'Aquila spagnola, Roma, Aracne, 2008.
  • Pierluigi Terenzi, Forme di mobilità sociale all’Aquila alla fine del Medioevo, in Lorenzo Tanzini e Sergio Tognetti (a cura di), La mobilità sociale nel Medioevo italiano, Roma, Viella, 2016, ISBN 978-88-6728-597-6.
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.

Voci correlate

  • Gaglioffi
  • Storia dell'Aquila
The contents of this page are sourced from Wikipedia article on 23 Apr 2020. The contents are available under the CC BY-SA 4.0 license.
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Reference sources
References
http://www.treccani.it/enciclopedia/girolamo-gaglioffi_(Dizionario-Biografico)/
http://www.treccani.it/enciclopedia/girolamo-gaglioffi_(Dizionario-Biografico)_(Dizionario_Biografico)/
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