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Felice Cordero di Pamparato

Felice Cordero di Pamparato

Felice Cordero di Pamparato
The basics

Quick Facts

From Italy
Gender male
Birth 3 June 1919, Turin, Province of Turin, Piedmont, Italy
Death 17 August 1944, Giaveno, Province of Turin, Piedmont, Italy (aged 25 years)
The details (from wikipedia)

Biography

Felice Cordero di Pamparato (Torino, 3 giugno 1919 – Giaveno, 17 agosto 1944) è stato un partigiano italiano. Morì impiccato dai fascisti con tre suoi compagni.

Biografia

Nato da una famiglia nobile (una delle più antiche del Piemonte), figlio di Stanislao, il marchese Felice Cordero di Pamparato studiò nel Reale Collegio Carlo Alberto di Moncalieri e poi nel 120º Corso della Regia Accademia d'Artiglieria di Torino. Fu quindi destinato al 9º Reggimento artiglieria "Brennero" e conseguì la promozione a tenente nell'agosto 1942, continuando il percorso formativo presso la Regia Scuola d'Applicazione.

Combatté in Sicilia fino all'occupazione dell'isola meritandosi una proposta di medaglia d'argento. Alla dichiarazione dell'armistizio si trovava a La Spezia, e dopo aver messo al sicuro la bandiera del Reggimento e aver raggiunto la famiglia a Coazze, all'inizio del 1944 si unì alla Resistenza dei primi partigiani della Val Sangone. Assunto il nome di battaglia "Campana", divenne poco dopo comandante di una brigata partigiana. Catturato il 7 agosto dai fascisti, fu impiccato con altri tre compagni ad un comune balcone, nella zona centrale di Giaveno.

Cordero di Pamparato è Medaglia d'oro al valor militare alla memoria e gli è intitolato il Palazzo Campana di Torino. L'edificio, già casa del Fascio torinese, abbandonato dai fascisti il giorno precedente, fu occupato il 28 aprile 1945 dalla formazione partigiana di Giustizia e Libertà che aveva assunto in suo onore il nome di «Campana», e divenne dopo la Liberazione sede universitaria.

Suo diretto discendente è il figlio Francesco, manager, storico e araldista, che giovanissimo ricevette la medaglia del padre a Giaveno il 13 gennaio 1946.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Ufficiale in servizio permanente effettivo, subito dopo l'armistizio entrava nelle file partigiane guadagnandosi, con ripetuti atti di valore, la stima e la fiducia dei compagni di lotta e la nomina a comandante di Brigata. Ricercato e combattuto dai nazifascisti, che temevano l'aggressività combattiva del suo reparto, cadeva dopo giorni di lotta nelle mani del nemico assai superiore per numero e mezzi. All'offerta di passare nelle file fasciste rispondeva sdegnosamente: « A nobile, si confanno soltanto cose nobili ». Affermava di avere combattuto perché fedele soldato del Re e di preferire la morte piuttosto che rinnegare i suoi partigiani. Condannato a morte, affrontava fieramente il capestro, raggiungendo la schiera dei martiri della Patria. Giaveno, 17 agosto 1944.»

Memoria

  • A Felice Cordero di Pamparato è anche dedicata una via di Torino, oltre al citato centrale Palazzo Campana.

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